Io sono affetto da acondroplasia (nanismo), e da 7 anni dopo un periodo di non assoluta accettazione di me stesso, con paure, pregiudizi sono riuscito ad uscire dal baratro della mia condizione fisica,depressione e attacchi di panico e grazie ai miei colleghi, dovuto lavorare molto su me stesso, cercando in modo assoluto di trovare la mia vera identità.

Si sono un nano, vado nelle scuole, aziende per per insegnare la cultura che ogni uno di noi è e ha un proprio valore unico, indispensabile per essere esempio agli altri, ma come dice Albert Einsten,

E’ più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.

Ne ho sentite tutte sul l’uso indiscriminato della mia sintomatologia, ma ora non posso più tollerare che vengano presi di mira in modo denigratorio i mie amici autistici, e i miei amici con la sindrome di Down, omosessuali, ragazze violentate con il suffisso di donna “facile”, incapace, interdetto, grasso, frocio, obeso, incapace e infine sempre con disprezzo sei handicappato.

L’articolo due del Onu dice:

Scopo della presente Convenzione è promuovere, proteggere e assicurare il pieno ed eguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, e promuovere il rispetto per la loro inerente dignità.

E’ il primo diritto specificato dall’ Onu, la dignità dell’essere umano, la dignità di vivere in un mondo reale, non sopravvivere in un mondo dove esiste il concetto di assoluta partitica offensiva e spettacoli di cattivo gusto, citando in modo spregevole ogni forma di disabilità.

Pensavo di non essere nel medio evo, per cui le persone “diverse” venivano additate come fenomeni, ma siamo in una realtà lavoriamo, e se non riusciamo VIVIAMO in questo paese.

Combatto il bullismo nelle scuole insegnando l’integrazione, l’inclusione, insegno ai ragazzi cosa vuol dire essere “presi di mira”, tramite social network.

Ma ci sono persone che usano le televisioni, i comizi senza mezzi termini.

Io sono forte, sono stato debole, ma esistono condizioni che questo modo di esporre che non posso approvare.

Pensi come si possono sentire le famiglie, i ragazzi, la gente che vive avendo una patologia, continuamente usata per togliere la dignità a qualcuno.

E la domanda che uno si fa “cosa ho fatto di male per essere denigrato o menzionato in modo dispregiativo”.

Questo modo di esprimere è un atto di bullismo chiaro e preciso contro persone che non hanno la capacità di reagire o meglio tengono per se, immagazzinando dentro la propria persona rabbia, delusione ma sopra tutto sconforto di vivere in un mondo cosi non dignitoso.

Pensi ai famigliari che sono indignati, pensi alle persone consapevoli che capiscono il linguaggio e cosa provano dentro di se.

Ripeto io sono forte, e mi batterò per ogni forma di discriminazione sociale, mi batterò perchè non venga meno l’articolo 3 della nostra Meravigliosa Costituzione, su cui tutti hanno giurato di RISPETTARE.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha determinato:

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Anche qui e’ menzionata la parola DIGNITA’.

Su Google ho trovato questa bella definizione

Rispetto che l’uomo, conscio del proprio valore sul piano morale, deve sentire nei confronti di sé stesso e tradurre in un comportamento e in un contegno adeguati.

Carissimo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella io sono solo un UOMO, ITALIANO chiedo con molto rammarico di far rispettare questi principi.

Lo so che Lei ha mille cose mille problemi su cui pensare, e sinceramente non vorrei trovarmi al Suo posto, ma la prego con tutto il cuore di ammonire questo tipo di linguaggio.

La Vita per tutti noi è una, non vogliamo sopravvivere solo nel nostro io, ma vivere nel mondo come tutti le altre persone.

Con ammirazione del lavoro svolto finora Le porgo i miei cordiali saluti.

Il Suo cittadino italiano Cardo Leonardo

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