Sono molto stanco di sentire questa parola “D i s a b i l i t à”, le parole hanno un peso.

La giornata del Santo Natale in cui io credo, e credo che tutti i neonati che nascono ogni giorno, la loro vita sia felice.

E credo in tutte le altre giornate, anche con religione diversa che professano pace e amore.

Lo stesso a Natale ci facciamo gli auguri, i regali, le grandi abbuffate in compagnia famigliari, amici, ma poi il giorno dopo, diventa un giorno sul calendario, un giorno passato, si ritorna ad essere, compreso me, degli uomini e delle donne dai mille propositi.

Si ritorna ad essere Normali seguire il proprio istinto e seguire la propria vita,

Questo cosa vuol dire:

Dal 1981, il giorno 3 dicembre è dedicato:

Giornata internazionale della disabilità.

Sembra che oggi, sia la giornata “magica” in cui si possono risolvere tutti i problemi, parlando di disabilità in tutti i modi, in tutte le versioni, con conferenze di ogni genere.

Quante parole sussurrate al vento, che riempiono i cervelli di emozioni e di cambiamento per le persone in difficoltà.

I buoni propositi dopo 24 ore sono già spariti e sono già un ricordo.

Beati gli ultimi se voi primi, date false illusioni, dobbiamo sistemare le barriere architettoniche, dare il lavoro, inclusione.

Perché non vi prendete questa responsabilità scritta, con una legge che ci tuteli, naturalmente le leggi ci sono sulla sostenibilità presenti nei documenti dell’Onu.

Ma poi ci sono sempre problemi più urgenti da risolvere.

La parola assistenza o pensione d’invalidità , molti di noi non riescono a vivere solo con questo introito e hanno un aiuto sia finanziario e pratico dai propri famigliari e dopo chi li aiuterà, dopo la morte dei famigliari cosa sarà dei ragazzi/e o delle persone con poco sostegno, il dopo di noi come sarà?.

Molti hanno bisogno di non stare sul divano nel guardare programmi stupidi, dove si spendono migliaia di euro per trasmettere fenomeni di gossip,

Fare colloqui con la solita frase di commiato, sa, non lo sapevo, le faremo sapere, ci sono “ragazzi” in attesa che hanno una preparazione straordinaria, ma la risposta le faremo sapere è dovuta alla scelta di un altro candidato di pari valore ma “senza problemi”.

Nello stesso tempo, aspettiamo, gente laureata, gente speranzosa gente per cui i genitori hanno dato tutto, anche la speranza di un mondo migliore.

Io sono stato fortunato “vedrai quando uscirai, troverai lavoro e ti farai anche tu la tua famiglia”, ho trovato lavoro dopo 3 anni con la legge di reclutamento obbligatorio, senza aumenti, trasmettevo ai miei responsabili, la mia preparazione e lavoravo continuamente dimostrando di aver fatto un ottima scelta,

Niente aumenti e carriera, poi mi hanno cercato e ho cambiato società essere voluto per quello che vali, non come sei, è stata un esperienza emozionante ero strafelice, è questo che voglio e dico voglio che provino tutte le persone con difficoltà.

Non posso credere che solo in questa giornata, noi tutti ci guardiamo negli occhi facendo un sorriso e tendendo la mano, mentre domani, dopo, e dopo ancora, continueranno a guardare le mie o le tue scarpe rotte, perché non hanno il coraggio di guardarti il tuo viso.

Ho saputo quest’anno, esistono dottori che durante una visita e scoprono un imperfezione o un problema, invece di rincuorare i genitori, almeno con un po’ di pietismo, dicono alla famiglia “sa io non dico niente ………ma visto che… probabilmente nascerà un vegetale vi consiglio di.. ’.

No, non è possibile questo, ho visto bimbi che con problemi diagnosticati, già a livello prenatale, essere sono amati e vivono “normalmente” felici.

Le parole hanno un peso, sulla nostra anima e sull’anima dei genitori.

Ditemi se avete il coraggio ‘Cosa abbiamo fatto noi disabili per non poter vivere come Voi, forse dovete solo ringraziarci perché noi vediamo cose che Voi non vedete.

Facciamo fatica a salire, sugli autobus sul treno,

Provate pensare a una persona anziana, una persona con il passeggino o la spesa.

Toglietevi dalla mente che questo sia un discorso, politico, partico, bianco, nero, blu, giallo o verde.

Io non mi batto per le persone alte come me, o per un colore della mia maglia, ma mi batto per le persone che mi sono vicine, che stanno perdendo la speranza di una lavoro o di una sistemazione.

In questo tempo si pandemia cosa succede, noi che abbiamo un lavoro, stiamo a casa davanti a un computer e lavoriamo.

Per molti, avendo tutte le attitudini del caso, in qualsiasi periodo stanno in casa, da anni, rassegnati, guardando la televisione e speranzosi di una chiamata di un colloquio di cui la risposta non verrà mai!

La giornata della disabilità non è oggi ma tutto l’anno, e quando vai a fare un certificato, ti domandano, si faccia fare dal suo medico di base che nulla è cambiato da cinque anni.

Anche questa piccola cosa, per una persona paraplegica dalla nascita può essere un problema, quanta burocrazia.

Non guardiamo le nostre e vostre scarpe se sono pulite ma guardiamoci negli occhi capendo, se quello davanti a noi ha bisogno non di un aiuto, ma di una speranza per il futuro.

La speranza non deve mai morire dice don Ciotti e io vogliamo vivere non sopravvivere.

Leonardo Cardo

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